LA SEGRETARIA INNAMORATA (II PARTE)

La mattina seguente notai Patrizia più distante del solito, forse la sera prima le battute e lo sfioramento l'aveva fatta irrigidire troppo, quindi decisi di darle meno confidenza. Col passare dei giorni notai che il mio atteggiamento più professionale cominciava a crearle un disagio, aveva bisogno del Giorgio che la controllava, la guidava, la seguiva. Decisi di non cambiare atteggiamento, anzi rincarai la dose anche con qualche rimprovero. Dopo due giorni di "castigo" la vidi uscire dal bagno con gli occhi lucidi. La chiamai all'interno e la feci venire nel mio ufficio.
"Chiudi la porta e mettiti seduta, devo parlarti" le dissi con tono deciso.
"Ho notato un comportamento diverso questi giorni, hai qualche problema?"
"n...no" balbettò guardando verso il basso
"Patrizia...sono qui davanti a te, guardami quando parli. E' successo qualcosa che ti crea disagio in ufficio?" questa volta moderai il tono, per lascare che si confidasse
"bhè...veramente....no....cioè...si....è che mi ero abituata ad avere un rapporto più amichevole con te...ma ora, o meglio, dopo l'altra sera che siamo rimasti in ufficio....cioè....sei cambiato".
Mi alzai, mi avvicinai e mi misi dietro a dove era seduta.
Restai fermo qualche secondo e le misi le mani tra il collo e le spalle, come per fare un massaggio.
"Sei tu che ti sei irrigidita...senti qui come sei tesa..." le sussurrai all'orecchio massaggiandola "anche a me farebbe piacere sapere che sei a tuo agio con me....facciamo cosi, ricominciamo dall'altra sera...ti va?"
Doveva avere il cuore a mille...
"Vedi, per fare in modo che i rapporti siano piacevoli bisogna avere un approccio sereno..rilassato...ma te non sei rilassata...appoggia la testa su di me, adesso ti faccio rilassare un po....ti và?"
Neanchè parlò...acconsentì appena con un cenno del capo.
"Brava così...rilassati"
Le feci un massaggio molto sensuale stimolandola a tal punto che inarcò la schiena a causa dei brividi.
Squillò l'interno del telefono, mi risedetti e risposi senza mai staccarle gli occhi di dosso. Era fragile...impaurita...ma eccitata.
"Era Stefano (il titolare dello studio), domani pomeriggio servono i documenti per l'assemblea per la chiusura del bilancio di due società. Se vuoi e se non hai impegni, stasera puoi fermarti un po e li prepariamo"
"si" rispose lei molto imbarazzata "va bene Giorgio"
La guardai per un minuto buono e la congedai.
La sera mentre preparavamo i documenti non feci riferimento all'incontro della mattina, restai impassibile ai suoi sguardi che mi cercavano.
"Patrizia ne abbiamo ancora per un'oretta, ti va di farmi un caffè per cortesia?"
"Certo Giorgio, lo faccio subito"
La macchina del caffè si trova in una stanza alla fine del corridoio, mentre lo stava preparando per entrambi mi avvicinai a lei chiudendo la porta. La guardai, un bel fisichino...niente male.
Avvertì le mie intenzioni, la mano le tremava e infatti rovescio una tazzina di caffè.
"Attenta, ti fai male" le dissi con tono molto delicato avvicinandomi quanto bastava per far toccare i due corpi. Le presi la mano sporca di caffè, e dolcemente la avvicinai al mio viso, succhiandole il dito.
"Non lo vogliamo sprecare questo vero?"
Ormai ero attaccato a lei, con una mano le tenevo il braccio mentre le leccavo e succhiavo le dita, con l'altra la abbracciai toccandole il ventre.
Il cazzo cominciava a farsi davvero duro, lo sentiva premere sul suo culetto fantastico. Le misi una mano sulla gola tirandola a me, l'altra si intrufolò nei pantaloni sentendo già attraverso le mutande i suoi primi umori.
"Dicono tutti che sei ancora vergine....io non ci credo...."
"No....non lo sono" sbiascicò lei
"Da quanto tempo non stai con qualcuno?"
"Più di un anno....." ammise con vergogna
"Senti che bella patatina liscia che hai......sei egoista a non farci giocare nessuno.....ti masturbi?"
"N-n-o" La sua voce era sempre più tremolante e vogliosa al tempo stesso
"Come no....quindi non godi da più di un anno???"
"N...n.....n....no....." ansimava come una ninfomane a cui non danno il cazzo da parecchio tempo
"Va bene, allora da oggi ci penso io a te"
Le mi dita che in quei due minuti avevano solo accarezzato quella pesca fradicia entrarono propotentemente facendola irrigidire e inarcare violentemente.
La spinsi sull'armadio afferrandola con decisione, facendole sentire tutta la mia eccitazione e cominciando un lento, inesorabile e profondo movimento delle mie due dita all'interno di quella figa colma di umori.
Ansimava come una matta....stava godendo in un modo incredibile, se non la tenevo io sarebbe caduto tanto le tremavano le gambe.
"Brava la mia cucciola....godi....godi tanto....te lo meriti, devi recuperare un anno di orgasmi.....sei contenta che ti faccia godere io?"
".....ss....ssi"
Mi fermai all'improvviso e allentai la presa "Ma forse non ti va...scusa....mi fermo" "no...no ti prego continua...ti prego...."
"Vuoi che ti faccia godere? Lo vuoi davvero?"
"si....ti prego....continua...."
"Ti piace se faccio cosi?" E le rinfilai due dita dentro levandole subito dopo
"si....continua....mi piace tanto..."
"OK...." e la ripresi con più forza di prima "adesso ti faccio godere...ma poi lo devi fare anche tu"
"si ....si ti prego faccio tutto quello che vuoi..ma continua....ti prego"
"Brava cucciola.....sei proprio brava" Stava per godere....aumentai il ritmo
"Un anno di orgasmi....lo sai che combini adesso qui quando vieni?!?"
Era al culmine, aumentai il ritmo e la presa divaricandole ancora di più le gambe
"aaahhh......oh dio.....oh dio mio..." Sembrava avesse aperto un rubinetto, avevo tutta la mano zuppa.
Allentai la presa. Si rannicchiò su se stessa.
Mi portai le dita in bocca, leccai i suoi umori "mmmmh....hai un ottimo sapore" le dissi guardandola con fare soddisfatto e superiore.
"Sistemati, ti aspetto in segreteria per finire il lavoro...per sdebitarti ci sarà modo e maniera, questo periodo ci saranno diverse assemblee in studio, dovremmo fermarci spesso...."
Fece si con la testa senza proferire parola.
Tornò in segreteria dopo una decina di minuti, rossa in viso e con atteggiamento sottomesso.
La guardai e mi avvicinai a lei prendendole le mani "Dimmi solo una cosa....da quanto non godevi così?" "da tanto..................grazie" Rispose con sguardo basso e abbracciandomi.
Le stampai un bacio in bocca come forse non lo aveva mai ricevuto "Lo so che hai un debole per me...l'ho capito" ...sorrise "Hai visto quanto ci vuole poco per avere un bel rapporto? Tu ora sei la mia cucciola....mi prendo cura di te....ti faccio stare bene. Sarai mia....vero?"
".......................si....."
(continua)

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